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12/11/07 ITO – Il rifiuto elettrico si paga due volte
ItaliaOggi7 Numero 268, pag. 8 del 12/11/2007 Autore: di Silvana Saturno Dal 1° gennaio nuove responsabilità ambientali e costi per i produttori. Pagati dai consumatori. Ecocontributo per frigo, tv, lampadine. Ma c'è pure la Tarsu Il nuovo sistema di gestione ecologica dei rifiuti elettrici ed elettronici costerà ai «tecnoconsumatori» almeno 75 milioni di euro nel 2008. Poco più di 1 euro a persona, dividendo la spesa fra la totalità degli italiani. Ma non è così che si dividerà la spesa ambientale. A pagare di più, saranno coloro che più spenderanno per aquistare telefonini, informatica, elettrodomestici, hi-tech. ecc. Secondo il principio europeo «chi inquina paga». Dal 12 novembre 2007, infatti, su iniziativa delle imprese, all'acquisto di molti prodotti elettrici ed elettronici si inizierà già a pagare un sovrapprezzo o ecocontributo «Raee» (cioè per i «rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche», variabile fra i 16 euro per un frigorifero ai 0,14 euro per un apparecchio di illuminazione) che sarà finalizzato a coprire i costi che le aziende del settore dovranno sostenere per la raccolta e il trattamento dei rifiuti. Dal 2008 saranno infatti proprio le imprese a dover gestire e a pagare i servizi ambientali (potendo rivalersi sul consumatore), agli enti locali rimarranno solo alcune funzioni. Il nuovo ecocontributo, pagato dal cittadino, non è previsto per ora faccia calare la Tarsu/tariffa rifiuti, pagata attualmente ai comuni anche per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici Nuove regole e nuovi costi di gestione dei Raee Dal 1° gennaio 2008 responsabilità e costi di gestione ambientale passano sulle imprese, quelle che producono o importano prodotti elettici ed elettronici. Per essere in regola con il dlgs n. 151/05, le aziende dovranno aderire a un ente collettivo e iscriversi al Registro dei produttori Raee, elenco dei finanziatori delle operazioni di raccolta e trattamento in base alla quota di mercato. «Sono già 12 i sistemi collettivi costituiti dalle imprese per la raccolta e il trattamento dei rifiuti domestici elettrici ed elettronici», spiega Giorgio Arienti, direttore generale del consorzio Ecodom (grandi bianchi) e presidente del Centro di coordinamento Raee, «e rappresentano, in termini di fatturato, oltre il 90% di tutto il comparto produttivo. Ma altri si stanno muovendo per chiedere l'iscrizione al Registro dei produttori». I 12 già operativi sono Ecodom, Ecoelit, Ecolamp, Ecolight, Ecoped, ecor'It, Ecosol, Erp, Raecycle, Raee-pmi, Re.media e Ridomus e raccolgono circa mille imprese. «Ruolo fondamentale è quello del Centro di coordinamento, istituto il 16 marzo scorso», sottolinea Arienti, «l'ente di riferimento per i sistemi collettivi che ha l'obiettivo di ottimizzare le attività, garantire condizioni operative omogenee e che si confronterà con gli organismi di controllo». Di imprese che dovranno iscriversi al Registro Raee, entro il 18 febbraio 2008, ne mancano almeno 10 mila. «Molte sono pmi, magari società commerciali che importano prodotti dall'estero perché siano venduti in Italia», precisa Paolo Pipere, responsabile ambiente della Camera di commercio di Milano, «anche queste dovranno rispettare i nuovi obblighi di legge». Non a caso, in questi giorni stanno anche sorgendo sistemi collettivi e soluzioni operative a portata di pmi: è il caso del consorzio Apiraee, promosso dal sistema associativo Confapi e nato su iniziativa di Api Torino, Varese, Parma, Verona e Reggio Emilia; o anche del consorzio Ecor'It, che ha deciso di proporre una «tariffa flat» per pmi con meno di 5 milioni di euro di fatturato di Aee (apparecchiature elettriche ed elettroniche), somma che comprenderà sia i costi di raccolta e trattamento dei tecnorifiuti, sia i costi di adesione al consorzio. «Predisporre e aggiornare il Registro Raee è compito del Comitato di vigilanza e controllo», spiega a ItaliaOggi Sette Valerio Angelelli, membro della segreteria tecnica del ministero dell'ambiente e presidente dello stesso comitato, «così come calcolare le quote di mercato e quindi delle «percentuali di responsabilità» di ciascun produttore per categoria di Raee. Il comitato è poi l'organismo che predisporrà e programmerà le ispezioni nei confronti dei produttori». L'iscrizione al Registro, previa adesione al sistema collettivo prescelto, dovrà avvenire come accennato entro il 18 febbraio 2008 (90 giorni dall'entrata in vigore del decreto ministeriale n. 185/2007), ma i sistemi collettivi già operanti stanno sollecitando le aziende a iscriversi entro fine dicembre, per essere pronte a partire il 1° gennaio. «Fra spese di logistica, trattamento rifiuti e funzionamento dei consorzi, per il 2008 si può fare una stima di 75 milioni di euro di nuovi costi per le imprese», spiega Danilo Bonato, direttore generale del consorzio Re.media (grandi elettrodomestici «bruni» e circa l'80% del mercato dell'elettronica di consumo) e membro del Centro di coordinamento Raee, «stima che tiene conto della previsione di 150 mila tonnellate di raccolta Raee nel 2008 (proiezione dati Apat 2006) e di un costo globale che dovrebbe variare tra i 500 e i 600 euro a tonnellata di Aee prodotto». L'ecocontributo visibile e l'internalizzazione I nuovi costi per la gestione dei rifiuti, secondo il principio «chi inquina paga», saranno in primis a carico dei produttori, che tuttavia potranno richiedere un sovrapprezzo al consumatore, sotto forma, o meno, di «visible fee», ecocontributo palesato all'acquisto del prodotto. L'articolo 10 del dlgs n. 151/2005 consente di applicare questo ecocontributo fino al 2011 (2013 per alcune apparecchiature). Vi sono dunque già aziende e sistemi collettivi che dal 12 novembre hanno deciso di applicare l'ecocontributo visibile, e altre (generalmente produzioni il cui prezzo tende a scendere rapidamente) che invece internalizzeranno i nuovi ecocosti, recuperandoli in altro modo, non è escluso con maggiorazioni di prezzo, seppur non visibili, sui prodotti stessi. «Scegliere l'una o l'altra via non vuol dire essere più o meno trasparenti», spiega Bonato di Re.Media, “ciascun produttore dovrà infatti comunque accollarsi i nuovi costi per la gestione dei rifiuti e ciascuno potrà chiedere un prezzo maggiorato per coprire le spese di raccolta e trattamento dei Raee. La scelta dipenderà piuttosto da altri fattori: i costi di trattamento (maggiori o minori) legati alla pericolosità del rifiuti, le politiche commerciali e la stazionarietà o meno dei prezzi, i tassi di ritorno dei prodotti in piazzola (un frigo ha un tasso di ritorno del 40%, un prodotto dell'elettronica di consumo o dell'informatica anche cinque volte meno). Più elevato è in pratica il costo di trattamento e il tasso di ritorno, maggiore sarà la propensione ad avvalersi dell'ecocontributo Raee e a palesare il sovrapprezzo Centri di raccolta Raee e tariffa rifiuti Fino a fine dicembre 2007 nulla cambierà nella gestione dei Raee, saranno ancora gli enti locali ad occuparsene. Tuttavia, per questo periodo transitorio, è previsto che i produttori versino ai comuni un contributo forfetario, che dovrebbe ammontare a 10 milioni di euro. «Una parte, circa il 30%, sarà destinato alla costruzione di nuove piazzole e all'ammodernamento di quelle esistenti», spiega Angelelli del ministero dell'ambiente, «il tutto verrà stabilito in un accordo di programma in corso di definizione fra ministero, Anci e imprese». «Le piazzole centrali in Italia sono circa 800», ricorda Filippo Bernocchi, responsabile politiche per l'ambiente dell'Associazione nazionale dei comuni, «alle quali si aggiungono circa 400 centri raccolta di prossimità». Tuttavia, precisano Bernocchi e Angelelli, la distribuzione è a macchia di leopardo, perché al Sud e nelle Isole la situazione è decisamente meno organizzata. Anche per questo si è deciso di destinare una parte del contributo forfetario al miglioramento della rete di raccolta: «A breve l'Anci indirà un bando di gara per destinare questi fondi alla costruzione di nuove piazzole». Dal 1° gennaio, come accennato, i comuni manterranno solo alcune funzioni ambientali in materia di Raee, come quelle della raccolta primaria e la gestione dei centri di raccolta. Il resto sarà onere e responsabilità del tecnoproduttore (sostenuto dal tecnoconsumatore). Diminuirà la tariffa rifiuti? «Sarebbe auspicabile», risponde Bernocchi dell'Anci, «ma non è detto che i comuni non abbiano in futuro nuove spese da affrontare». Per ora, quindi, di futuri sconti non si parla: alle vecchie tasse si aggiungerà il sovrapprezzo Raee, da pagare a ogni cambio di telefonino, all'acquisto di un nuovo pc o lettore Mp3, alla sostituzione di un vecchio ferro da stiro. Cambiare troppo spesso il telefonino non farà bene all'ambiente, del resto. Ma in futuro neppure al portafoglio
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